Gli ultimi esami si sono svolti il 21 e 22 luglio.
In quei giorni si sono tenute alla Sapienza (Aula Magna) due importantissime iniziative in relazione al dibattito aperto in tutte le Università italiane sul decreto legge 112 del 25 giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
che cambierà totalmente l'Università pubblica italiana come la conosciamo oggi.
Riporto di seguito il documento votato dalla Facoltà di Scienze Umanistiche il 14 luglio 2008
AGLI STUDENTI DI SAPIENZA UNIVERSITA' DI ROMA E ALLE LORO FAMIGLIEIl Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” introduce una serie di disposizioni riguardanti l'università che incideranno pesantemente sull'organizzazione degli studi, sulla qualità dell'insegnamento e dei servizi agli studenti e sulle possibilità d'inserimento lavorativo al termine degli studi.
In sintesi le principali novità sono:
un drastico taglio del Fondo di Finanziamento Ordinario, cioè dei fondi che costituiscono le risorse che consentono alle università di funzionare;
la nascita di fondazioni di diritto privato in cui confluiranno i patrimoni delle università statali;
il riassorbimento da parte del Ministero dell'80% delle somme relative agli stipendi dei professori che vanno in pensione.
Le conseguenze di questi provvedimenti saranno devastanti:
le università, e in particolare i grandi atenei, come Sapienza, non potranno far fronte ad una serie di servizi essenziali come laboratori, biblioteche, aule attrezzate, tutorato degli studenti, borse di studio, borse per dottorati di ricerca, assegni di ricerca, scavi archeologici, convegni, seminari, scambi di docenti e studenti con altre università;
il sistema universitario verrà privatizzato con regole incerte e saranno particolarmente penalizzate le università statali di lunga tradizione; le fondazioni diventeranno arbitre di numerosi beni e servizi, come ad esempio il patrimonio edilizio, disponendone indipendentemente dalle esigenze della formazione e della ricerca;
il rinnovamento della classe docente verrà praticamente bloccato, impedendo di fatto ogni programma di reclutamento e di promozione dei più giovani e meritevoli; si creerà in questo modo una frattura irrecuperabile nella trasmissione del sapere.
Il nuovo sistema formativo (D.M. 270) che sta per partire non avrà le risorse necessarie al proprio funzionamento e molti corsi di studio dovranno essere chiusi.
Contrariamente a quello che recita il titolo del decreto ne deriverà una grave crisi del sistema universitario, con inevitabili ripercussioni sullo sviluppo economico e la competitività dell'Italia diminuirà nel confronto con gli altri paesi europei, che investono grandi somme nella formazione e nella ricerca.
La Facoltà di Scienze Umanistiche chiede un deciso cambio di rotta e invita gli studenti e le loro famiglie a sostenere le ragioni dell'università pubblica e a difendere il diritto allo studio e ad una prospettiva di occupazione.
1 commento:
non conoscevo la grave situazione in cui versiamo.il nostro paese è destinato ad essere privo difuturo visto che impediranno il NORMALE ricambio generazionale.ho letto che saranno indetti degli scioperi (giustissimi)che possibilmente potrebbero essere protratti per tutto l'anno accademico.Ma adesso,io studentessa della Sapienza, perchè dovrei pagare le onerose tasse universitarie visto che nessuno, dei componenti del nostro carissimo governo, mi garantisce il sacro santo diritto di studiare??? Bisogna fare subito qualcosa!!!!!!!!
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